26.11.08

LA MATTANZA



“Non sono stati gli schiaffi, forse a quelli mi ci ero abituata. E neppure le botte, la violenza, quel fare sempre quello che voleva lui. Io ho detto basta quando mi trascinava davanti allo specchio e mi urlava: 'Guardati, fai schifo, sei una nullità'. Ecco, il mio riscatto comincia da lì, non dalle botte ma dall'umiliazione...". La voce di donna arriva per telefono, sono le sette di sera, in lontananza i rumori di chi dovrà occuparsi della cena nella casa accoglienza del centro antiviolenza di Imola.

"Ci ho messo sette anni, sette anni di violenza davanti agli occhi dei miei figli. Poi quando ho detto basta è stato un basta deciso, difficile, drammatico, puoi immaginare cosa significa scappare via da casa tua sapendo che non la vedrai mai più, che non vedrai più le tue cose, e portare con te i bambini, piccoli, ma grandi abbastanza per avere i loro giochi e la loro camera... Ecco, è successo che un giorno, dopo sette anni, ho detto addio a tutto questo... e bentornata a me stessa".Un'altra voce di donna, questa volta "protetta" in uno dei quattro centri antiviolenza Differenza donna di Roma.

Qualche cifra dall’Italia (dati ISTAT):
quasi 7 milioni le donne tra i 16 e i 70 anni che hanno subito almeno una violenza fisica o sessuale nel corso della vita;
5 milioni di donne hanno subito violenze sessuali (23,7%);
1milione e 150 mila di donne vittime in Italia negli ultimi dodici mesi di violenze e abusi, il 22% in più dell'anno scorso;
3 milioni 961mila violenze fisiche (18,8%). Capelli strappati, spinte, schiaffi, calci, pugni e persino morsi, violenze psicologiche: i partner sono responsabili della quota più elevata di tutte le forme di violenza fisica rilevate;
di quel 3,5% vittima di violenza sessuale, di quel 2,7che ha subìto violenza fisica e di quelle 74 mila stuprate o quasi, 180 sono morte per le violenze subìte (una ogni due giorni;
il 3,1,% delle donne fra i 15 e i 59 anni nel corso della vita lavorativa ha subito ricatti sessuali sul posto di lavoro per essere assunta, mantenere il posto o ottenere un avanzamento di carriera.
Il 69, 7% delle violenze avviene all'interno delle mura domestiche;
solo il 18,2% delle donne che ha subìto violenza in famiglia la considera un reato e solo il 7,2% la denuncia;

"Il potere di ricatto delle famiglie" - Bisogna soffermarsi su queste cifre prima di "entrare" nel centro Roberta Lanzino di Cosenza. "L'80 per cento delle nostre ospiti non è autonoma dal punto di vista economico e il ricatto che può fare la famiglia è tale che sei su dieci rinunciano ad arrivare fin da noi, a fare questo passo" racconta Antonella Veltri responsabile del centro. Una signora ha saltato cinque colloqui. Si è fatta viva la prima volta un anno fa. La non cultura mafiosa aggiunge violenza a violenza. "Il potere di ricatto delle famiglie è altissimo e tocca una gamma svariata, dalla solitudine all'infamia, dal 'non vedrai più i tuoi figli al 'nessuno al paese ti rivolgerà più la parola'". Una volta vinta la minaccia della famiglia, il passo successivo è "farsi credere": "Molte donne, prima di arrivare da noi per un colloquio, sono andate dal maresciallo disperate, gonfie, con i lividi, col referto medico, a una era stato sbattuto in testa l'oblò divelto dalla lavatrice... beh, si sono sentite rispondere 'Signora ci pensi bene, forse è meglio che si tenga suo marito...'". Nei centri si entra solo se c'è volontà di farlo "ma anche quando hanno trovato la forza di arrivare sin qua, il 10 per cento a un certo punto abbandona: la pressione da parte della famiglia o del marito è tale per cui non ce la fanno. Ci lasciano e di loro non sappiamo più nulla". Le altre, a cui la disperazione fa fare quello che non avrebbero mai immaginato - lasciare la famiglia - cominciano un faticosissimo ma meraviglioso viaggio "verso la consapevolezza, l'autostima, la propria autonomia. Il riscatto. Cerchiamo di insegnare loro un mestiere o di valorizzare quello che già sanno fare, troviamo una casa, una stanza, soprattutto le accompagniamo verso la separazione e il divorzio prima, il processo penale poi, un altro appuntamento a cui si arriva con molta difficoltà perché non ci sono pene per i mariti violenti".

Una ricerca dell'Universita' di Harvard di qualche anno fa rivelava che per le donne fra i 14 e i 44 anni la violenza e' la prima causa di morte e di invalidita', per cui si muore più di stupri e percosse che di cancro o di... guerra. Ma se alcune forme di violenza sessuale (stupri e molestie) sono riconosciute come un crimine dalla maggior parte dei sistemi legali, in molti Paesi lo stupro in famiglia non e' reato e solo 44 nazioni hanno una legislazione contro la violenza domestica.
Tuttavia molte di queste violenze e molestie si svolgono appunto in famiglia, ad opera di persone di cui la donna si fida. In particolare dalle ricerche internazionali e' emerso che anche nelle violenze sessuali su bambini, che spesso si consumano in casa o nel parentado, le femminucce sono colpite in misura almeno tripla dei maschietti.
Alcuni Paesi europei, come la Spagna, hanno un'altissima incidenza di violenze mortali o gravi sulle donne, che vengono violentate, strangolate, bruciate e gettate dalle finestre spesso dai propri stessi compagni. La legge contro la violenza sulle donne promossa dal governo Zapatero ha visto l'adesione di circa cento intellettuali uomini, che hanno voluto divulgare un manifesto con le ragioni del loro forte sostegno all'iniziativa.
Nella mite Svezia un giornale ha deciso di mobilitarsi contro la violenza consumata fra le mura domestiche, pubblicando nomi e foto di quanti vengono condannati per violenze contro le mogli, al fine di mettere in guardia le altre donne dal frequentarli.
In Italia la Corte di Cassazione ha recentemente stabilito che anche costringere con la violenza la propria moglie ad un rapporto sessuale costituisce illecito mentre in Parlamento sono state presentate proposte di legge che istituiscono il reato di stalking, anche se ancora troppo pochi alcuni piccoli passi si stanno facendo anche nel nostro Paese.


Un post senza risate, commenti o inutile sarcasmo, solo dati e fatti riportati dai maggiori quotidiani e organi di informazione nella Giornata Mondiale Contro la Violenza sulle Donne indetta dall’ONU, la cui ricorrenza cadeva ieri, 25 novembre.
Una giornata in cui manifestazioni e eventi si sono sprecati (50.000 donne in corteo solo a Roma), una giornata per ricordare le molteplici vittime (Barbara Spaccino, incinta del terzo figlio, uccisa dal marito, Hina, la ragazza pakistana uccisa dal padre perché vestiva minigonne e non voleva il velo, poi Anna, Paola violentata a Torre del Lago, Sara stuprata a Torino da un amico, Carla a Bologna, Giuseppina stuprata e uccisa in Turchia durante un viaggio verso la Palestina vestita da sposa per postare la pace e anche Mez, la studentessa inglese sgozzata in camera da letto a Perugia ancora non si sa da chi), un giorno per affermare e riaffermare il diritto di ogni donna di essere l’unica padrona della propria cita, contro la violenza e in nome della propria autodifesa.
Una ricorrenza quasi dovuta a tutte le donne vittime effettive o potenziali nella giornata che ricorda quanto avvenuto il 25 novembre del 1960, quando furono violentate ed uccise le sorelle Mirabal, paladine della lotta di liberazione della Repubblica Dominicana dalla dittatura, ma pur sempre una sola giornata, a fronte di 365 giorni all’anno di soprusi e violenze fisiche, sessuali, verbali e psicologiche che colpiscono in ogni parte del mondo donne di ogni età e statu per mano di uomini grandi come coriandoli.

Indignatevi donne, ribellatevi, reagite, denunciate e non dimenticate.
In memoria di tutte coloro che non ce l’hanno fatta e che non ne hanno avuto il coraggio

25.11.08

A sangue freddo

Ahh il gelo e la neve. Neve, oddio, il Veneto è famoso per i suoi fiocchi fangosi e la sua brina tubercolotica, ma ciò non toglie che lo spirito natalizio si stia diffondendo nell'aere come un soffio d'antrace. E anche con il general inverno che sbuffa alle finestre del multisala io sono sempre lì a smazzarmelo per vobis.Rimpiango i geloni stile ritirata di Russia quando l'artefice di ogni mia scelta suicida, la mia splendida signora, tirando con forza il mio guinzaglio mi fa entrare in sala a vedere "Twilight". Il film è chiaramente il fenomeno del momento, basti pensare che zappando in tv il suo trailer ricorreva con la stessa frequenza della faccia di Berlusconi a Tg4. Dicesi di film "fenomeno del momento" quando oggi tutti se lo vanno a vedere e domani non se lo fila più nessuno e quindi toccherà sfornare il due, il tre, l'otto, il ventisette. Fortunatamente da bravo snob cinematografico quando entro in sala a vedere un film che non ho scelto e che a pelle non mi piace riesco, attraverso anni e anni di meditazione, ad isolarmi nel mio giardino mentale, ove posso ristorare lo spirito sotto le ampie fronde di un pero secolare. Nel momento stesso in cui incomincio il processo di meditazione un esercito di trecento cellulari si mette a bippare alle mie spalle. Sono l'unico maschio in sala. Attorno a me, appollaiate sulle poltrone come gli Uccelli di Hichcock, badilate di ragazze under 20 si affollano in un mistico vociare da Bestie di Satana. Nei pressi del pero secolare si affaccia un alano incontinente. Non mi serve neppure iniziare a vedere il film dato che il popolo delle adolescenti mi fa gentilmente un riassunto a più voci. Romeo e Giulietta sono morti. O quasi. Lei è una ragazza un po' così, che non la da a nessuno e ha un ciclo presumibilmente molto abbondante. Questo ci porta al vampiro. Lui vive da cento e passa anni, ma parla esattamente come un adolescente, si innamora di una di novanta e passa anni più piccola, la fa volare in giro, ma si trattiene dal morderla perchè mai prima del matrimonio.Il film è un'infarcitura coatta di luoghi comuni, effetti speciali e una sceneggiatura che fa sembrare Heroes Quarto Potere. Però è da illusi entrare in sala senza prendere il film per quello che è, ovvero un prodotto commerciale confezionato sulla pelle delle ragazzine. Se osservato da questo punto di vista può anche risultare un bel film, se non altro raggiunge a pieno il suo scopo. Se però andiamo a concentrarci su un tipo di cinema che evita di far pensare e che non costringe il pubblico a fare quello sforzo in più per adattarsi al film, bensì si confeziona in una serie di stereotipi facilmente digeribili...beh così è tutto un po' troppo facile.Alla mia ragazza è piaciuto, anche se la sensazione era che fosse un po' troppo vecchia per poterselo godere. Ho detto vecchia? Intendevo diversamente giovane.Io ho deciso di dormire con un paletto di frassino sotto il cuscino, sia mai che venga morso a sangue dall'adolescenza (di nuovo).Ps.Volete un vero film dell'orrore? Qualcosa di raggelante, brutale, orrendo? Qualcosa che vi faccia maledire il buio della sala e vi faccia sentire soli e abbandonati nel vostro letto? Qualcosa che trasformi le ombre familiari della propria casa in abomini senza nome? Il 14 è uscito "La Fidanzata di Papà". Inizio a rimpiangere il duo Boldi-De Sica, ora che sono diventati singole entità si è raddoppiato il numero di "film" spazzatura invernali. Eh sì, sta cominciando un lungo, freddo, inverno.

24.11.08

Il ritorno...

Buongiorno a tutti,

Quale è la prima cosa che vi viene in mente ora??Scommetto che è "wow, la neve!!"

Tutti(o quasi) vedono nella neve un "paralizzatore" naturale e invece Sbloggy ritorna proprio con la neve dopo una settimana di quasi-completo-black out...

Un ritorno "a tutta pubblicità"...In questi ultimi tempi il mondo dell'advertising ci sorprende e ci fornisce diversi spunti di riflessione(come l'indimenticato, ma per ora accantonato, suggerimento del nostro simpatico lettore riguardante lo spot della twingo).

Oggi vi mostro uno spot che a me ha molto colpito e che, a differenza di moltissimi altri, non mi fa cambiare canale quando lo vedo!



Già visto vero??Beh non voglio fornire nessun informazione su questa pubblicità ne nemmeno abbozzare un benchè minimo principio di analisi, bensì chiedo a voi: vi piace??perchè secondo voi attira la mia(e forse anche vostra) ATTENZIONE?

(potete fornire la vostra risposta o sotto qui cliccando sulla scritta "commenti", oppure a fianco nel rettangolo bianco)

17.11.08

Un Quantum di Sopportazione

Eccolo di nuovo. Come? Dov'ero finito? Ero al cinema. Lo scorso lunedì feci il madornale errore di andarmi a vedere "The Burning Plain", ricordo poco...immagini sfuocate, i nomi delle protagoniste...Kim Basinger, Charlize Theron, il nome del regista...Arriaga...poi nulla, vuoto cosmico, visioni dei miei antenati che mi usavano per giocare allo schiaffo del soldato. Oblio. Disperazione. Sonno accolto con la stessa spensierata gioia del moribondo. Gli occhi pesanti. Mi sono svegliato venerdì scorso in una pozza di vomito grigiastro. Erano le tre di mattina, il cinema era vuoto e io sono fuggito dai condotti di aereazione nutrendomi di popcorn e topi. Il tutto è risultato molto più divertente della visione del sopracitato film.Pane al pane, vino al vino, signori. Io sono democratico, antirazzista, tollerante, terzomondista, colto. Eppure "The Burning Plain" ha spazzato via ogni traccia di tolleranza etnica che possedevo. Odio i messicani. Odio gli ispanici. Odio i film di messicani ed ispanici. Arghhhh. Inarritu, Del Toro, Arriaga. Arghhhhhhh. Lunghi eterni, onirici senza senso, noiosi come solo la messa della domenica (quella delle otto di mattina dove anche il prete dorme). Spero che le mie maledizioni né collassino gli spermatozooi renderndoli impossibilitati a procreare prole a cui affidare il loro orrendo genoma artistico.Per ritemprarmi ho deciso di cambiare genere. La decisione non è venuta direttamente da me, ma dalla mia ragazza. Ed è pure logico. La santa donna fa l'evangelico sacrificio di vedermi nudo ogni tanto e di farci pure del sesso con quella cosa nuda, mi sento quindi in obbligo nei suoi confronti e posso ben acconsentire se e quando ha voglia di vedersi un bel corpo sudato come quello del nostro Daniel Craig. E così ci andiamo a vedere James Bond. Anni fa, in una notte di luna piena, vidi l'ultimo film della saga interpretato da Pierce Brosnan. Fu una notte di perdita e sacrificio. Fu una notte di dolore.Poi venne la luce. Casino Royale. Un. Bel. Film. Su. James. Bond. Chi l'avrebbe mai detto?Il giro di vite verso l'azione pura e meno patinata è gradito, anche se siamo lontani anni luce dall'agente segreto nato dalla penna di Ian Fleming: un individuo insicuro, su di peso, molto poco cool ed insapettatamente veloce fra le lenzuola. Niente a che fare con il coltico Craig, spietato assassino con poca forma e molta sostanza.Il film ha dei picchi di ironia involontaria non da poco: Giannini che (finalmente?) cala il sipario, e il discutibile finale che sembra un po' pigliarmi per il culo. Nel complesso è un film ben realizzato, ma la sensazione è quella di essere stati abituati a mangiare merda per così tanto tempo nel corso della bistrattata carriera cinematogradica dell'agente segreto, da accogliere qualsiasi cosa sappia vagamente di decente come un capolavoro. Un po' come la mia ragazza...Andatevelo a vedere. Fatelo per le vostre donne.E se anche lei dopo, fra le coperte, mugolerà il nome: Daniel, voi saprete che va bene così e che l'avete fatta felice. Pagando meno che per un corso in palestra.PS.Il titolo alternativo a questa breve recensione era Quantum of Solange. Non ha alcun senso, ma ogni volta che ci penso rido.Saluti affettuosi.

14.11.08

MODELLI PER UNO SCATTO

L'elemento focalizzatore di questo ensemble è senza dubbio la t-shirt gialla, la cui scritta "i love summer" può forse giustificare altri dettagli degni di Fabrizio Corona o dell'ennesimo calciatore vestito in baci&abbracci. La collanina, che senza dubbio fa molto estate, è davvero poco chic, ma è coerentemente abbinata a occhiali da sole stile aviator marroni e capello gellato-brillantinato-leccato all'indietro. Il jeans, blu scuro, e la tracolla eastpack sigillano questo look sportivo senza però far passare inosservate le kawasaki in tartan e ponendo un interrogativo: se la temperatura è mite, o almeno così pare vista la scelta della t-shirt a manica corta, perchè abbinare una scarpa con motivo tipicamente invernale?

Questa mise riprende alcune tendenze e must have di questo autunno inverno 08/09. Primo fra tutti il cardigan, protagonista indiscusso da questa primavera, che da quel tocco elegante rimanendo comunque urbano. Successivamente troviamo l'occhiale da vista con alta montatura nera, che contribuisce a dare un senso a questa scelta di stile. Il jeans skinny stile cheap monday è arrivato prepotentemente da Londra già dall'inverno scorso e, in questo caso, è stato abbinato a maglietta e scarpe nella stessa nuance. L'unico punto da riprendere è la lunghezza del pantalone: fermo restando che il boxer in vista non è mai accettabile, bisogna ricordarsi che, a meno di non essere un giocatore di basket con gambe chilometriche, il pantalone non va portato così adagiato sui fianchi o il risultato è irrimediabilmente quello di hobbit dalla gamba corta!

13.11.08

Happy Birthday!

Ciao a tutti,


oggi è un grande giorno!Sbloggy compie 6mesi...sono stati sei mesi di continui assestamenti, ma ora sembra aver intrapreso una strada unica grazie alle idee di diverse menti fresche e sempre aggiornate...

Il giovedì è il giorno della vostra posta, ma non avendo ricevuto alcun input vi proponiamo il famosissimo binomio: immagine della settimana - frase della settimana


Auguri in ritardo...Alessandro

11.11.08

DESPERATE HOUSEWIVES



Hi my grrrrls!! Oggi è mercoledì, non ve ne siete dimenticate, vero?? Mercoledì = SbloggyGirl!! Come procede mie care? Anche voi alla presa con l’amletico dilemma che puntualissimo ci affligge all’inizio della stagione fredda: “mi vesto fica e mi trasformo in un’eterea scultura di ghiaccio ambulante con tanto di stalattiti pendenti o non gelo ma più che una persona sembro un palombaro?”…già, bella domanda! Senza contare i piccoli inconvenienti dovuti a quella simpatica piaga climatica meglio conosciuta come umidità”, che (almeno in queste zone) imperversa, donando alle nostre perfette chiome stirare con dovizia maniacale un’allegra, se pur non altrettanto piacevole alla vista, nota afro anni ’70 che, ahimè, proprio non ci dona!!! Propongo una “petizione anti – umidità” : per un mondo libero dall’afflizione dei capelli che si gonfiano e si arricciano senza alcun senso, causa talvolta di seri problemi di interazione e relazione sociale, responsabile in vari casi di un’alterazione di autostima e sicurezza personale che mina i nostri rapporti con il prossimo, nonché rea di provocare uno smisurato odio per i nostri capelli arruffati!! Yes, we can!!!
Ma veniamo a noi.
Hei, si tu, dico proprio a te mia cara amica: hai passato questo weekend o qualsivoglia altro momento libero a riordinare, riassettare, lavare, spolverare, spazzare, lucidare, stirare, stendere, smacchiare e sistemare casa? Si? E sei arrivata stanca e stremata, nonché presa come una vera desperate housewives (maxitutona e lui, l’acerrimo nemico della tua femminilità: il mollettone), a punte di delirio tanto alte da considerare l’aspirapolvere come la tua migliore amica e i barattoli dei milioni di detersivi sparsi per casa (perché chissà come ne esiste uno per ogni scanalatura del bagno!) come dei simpatici puffi?? Fermati sorella! E fatti una domanda: “In tutto questo, dov’era il mio uomo?” (ammesso che tu ce l’abbia e se non ce l’hai, non importa, immaginatelo, tanto non sarebbe funzionale ai fini della risposta)e sii sincera nel risponderti amica: il tuo uomo non ha niente di diverso da quello delle altre…e lo sai bene.
Le opzioni tra cui scegliere sono le seguenti:
1 - in soggiorno / cucina a pettinare le bambole, che è un modo carino per dire a non fare un emerito..niente, se non guardare la tv (rigorosamente programmi sportivi o telefilm)o dormire e romperti le scatole, impedirti con il suo ingombro di spostarti agevolmente per casa, nonché avendo come unica utilità e scopo quella di far crescere la boccia (= far aumentare la panza), perché infondo, poverino, quello stanco e bisognoso di relax è lui…
2 - al bar o in giro con gli amici a cazzeggiare e far crescere la boccia (vedi sopra), facendoti passare tutto questo con la scusa di aiutare un amico / un parente più o meno prossimo (a volte nelle sessioni di pulizia, chissà come, rispuntano o addirittura risorgono dei parenti lontanissimi e fino a quel momento innominati), cosa che ti fa cedere amica, perché “vuoi non aiutarlo…”: mai fidarsi delle uscite nelle “sessioni di pulizia”…
3 - ad ultimare quell’impegno di lavoro che durante la settimana proprio non è riuscito a finire: ma gli impegni di lavoro iniziano e terminano necessariamente sul campo di calcetto? Che mi risulti no, a meno che (ovviamente) il tuo lui non faccia il giocatore di mestiere,se la risposta è no amica, considerati bellamente presa per i fondelli (e in modo premeditato, dato che il campo va prenotato in anticipo): altro che lavoro, il tuo uomo è andato a giocare a calcetto, o meglio a far finta: per quanto ne so giocare a calcetto non significa trascinarsi la boccia per il campo tirandosi dietro la palla e arrancando per il tempo che passa e per le troppe sigarette fumate…
Ebbene sorella, com’è il tuo umore ora sapendo che tu hai sgobbato tutto il giorno come un mulo e loro arrivano a casa belli belli lamentandosi (pure) di essere stanchi o proponendoti, freschi come una rosa (loro) di uscire, magari di andare a ballare, mentre tu, anche se volessi, non avresti che la forza di buttarti sul divano o (meglio) dentro una vasca piena di acqua calda e un mare di schiuma? Già, non è una sensazione piacevole.
L’importante però è non ricadere nell’errore, per la sacra regola del “se mi freghi una volta stronzo tu, se mi freghi due volte stronza io”: è bene dunque far capire al nostro amato che aiutare nelle faccende non comporta un’invalidità permanente, né sminuisce la propria mascolinità o virilità e tantomeno non rende sterili, bensì collaborare è un segno di amore, condivisione e rispetto nei confronti della propria compagna, che potrebbe giovare anche alla vita di coppia, d’altronde una donna meno stanca e anche meno soggetta a mal di testa (a buon intenditor poche parole…).
Insomma ragazze, fatevi rispettare e imparate e pretendere anche dell’aiuto dai vostri lui, infondo ricordate che non siete nè le loro colf, né le loro schiave, nè tantomeno le loro mamme (e soprattutto qui in Italia sapete di cosa sto parlando…) e se non dovessero capirla con le buone…a mali estremi estremi rimedi (chi male vuole non duole): un bello sciopero per mettere in chiaro le cose ogni tanto non fa male, “no fly zone” per un po’ e vedrete come tutto cambia, altro che pulizie…