8.12.08

MASSIMO DOLORE


La città sanguina, il mio cuore reclama vendetta. Ho perso tutto. Tutto. Dentro quella stanza. Ne sono uscito svuotato. Annullato. Tutto ciò in cui credevo è andato distrutti, tutto ciò di cui mi fidavo s’è sbriciolato tra le mie dita come un libro di mille anni fa.

Niente. Niente esce da quella stanza.

Tranne un uomo. L’ombra di un uomo. Un manichino tenuto in piedi dai fili sottili della sua stessa disperazione. L’anima alle spalle. Il cuore alle spalle. Davanti. Solo vendetta.

Le strade di questa città sono un labirinto di merda e nebbia, ma, sotto la coltre della notte, i miei occhi cercano il mio personalissimo minotauro.

Tasto sotto la giacca il confortante peso metallico della Beretta. Sento il sangue gelido e lento nelle vene. Come quello dei serpenti.

Ho perduto tutto. Non ho più niente da giocare. Niente da lasciarmi alle spalle. Solo corpi davanti a me. Solo corpi che cadono. Ed il confortante rintoccare degli spari della mia pistola.

Solo questo.

Poi silenzio.

La strage che ho compiuto al Cinecity di Padova è stata diretta conseguenza della visione di Max Payne con l’azzeccato Valbergh e tutto il resto mandato allegramente a puttane.

Quando ho spiegato al giudice che ho ucciso sedici persone dopo aver visto il film m’ha fatto una multa di trenta euro e m’ha rimandato a casa. Il film l’aveva visto pure lui.

Da dove cominciare?

Dal videogioco direi. Max Payne era un gran bel giochillo per pc regalatoci una cinquina di anni fa (con relativo seguito un paio di anni fa) da quei mattacchioni della Remedy. Il gioco era un solido trhiller di stampo cinematografico, una trama esile ma credibile, tante belle sparatorie e la possibilità di rallentare il tempo e fare un po’ di Matrix. Cosa vuole di più il videogiocatore medio?

Sfortunatamente Hollywood ha deciso di prendere in blocco il prodotto e, con la puzza sotto il naso che l’industria cinematografica ha nei confronti di quella video ludica, ha pensato bene di riscrivere la trama facendo scempio del creato e offendendo iddio stesso.

Il film è un incrocio puerile tra Costantine è il più basso dei Steven Seagal movie. Le scene d’azione strappano qualche plauso, ma l’onirismo farlocco che decora la trama si presta a spietate risate.

Non andatelo a vedere, anzi, no, andateci, andateci. Poi ci rivediamo sulla pagina della cronaca nera. Quando giustizia sarà fatta.

PS.

Se volete un bel film “tamarro” vi indirizzerei più volentieri su “Never Back Down”, filmetto agli antipodi dell’intellettuale, che ricalca un po’ il tema di Karate Kid. Ovviamente l’esile Ralph Macchio è sostituito da un figuro taurino e variazioni dello stesso modella californiano e la disciplina praticata non è il vetusto karate ma una qualche combinazione di varie arti marziali vietate in ogni parte del mondo tranne a Scampia. Botta da orbi, dialoghi bizzarramente insulsi, tante belle fighe. Se è quello (e lo so che è quello) che cercate da un film mediocre questo è ciò che fa per voi. In un panorama cinematografico talmente triste che neppure i film mediocri mantengono le promesse della loro mediocrità, non è poco.

Massimo dolore a tutti.

Alla prossima settimana.

1.12.08

KISS KISS (BANG BANG)


Evviva l’amore!

Come? Che c’entra l’amore? Non siamo mica a San Valentino.

Ma, scusate, quale momento migliore per festeggiare l’amore che sto schifido novembre-dicembre freddo e triste come le tette di un’anziana?

Al cinema non fanno assolutamente niente che sia degno di essere preso in giro, in tv, poi, si accoppiano strane trasmissioni dando vita ad aborti mediatici. Orrori infarciti di comici da tormentone e fiction su papi che nessuno manco più si ricorda rendono ancor più gelide le nostre serate da lupi.

Il mio monito settimanale è: non andate al cinema. Non dategli soldi a ‘sti bastardi (no! Neanche a Ridley Scott+Leonardo Di Caprio+Il Gradiatore), anzi, bruciamoli ‘sti media megastore del cinema, gironi tartarei, McDonald della settima arte che propinano a tutti le stesse identiche cose trasmesse a ripetizione in otto sale su venti.

E allora fate una cosa. Bruciate il cinema. Spegnete la tv. Stendetevi sul divano. E state fermi. Lo sentite? Lo sentite quel formicolio dentro la scatola cranica? E’ il cervello che si riattiva. Godetevelo.

Secondo consiglio: scopate.

Avete una ragazza? Una moglie? Un’amante? Una fiancee? Fateci l’amore. Viziatela. Una cenetta, due candele, un mazzo di rose. Da quant’è che non gli regalate un mazzo di rose?! Da quand’è che non gli regalate un mazzo di qualsiasi cosa?! Guadagnate qualche punto per la primavera e l’estate quando sarete impegnati e cazzoni. Poi chiudetevi sotto le coperte. Anche da soli. Che vi frega. Meglio soli che mal’accompagnati.

E’ davvero difficile trovare oggigiorno un passatempo migliore,tanto cooperativo e così poco dispendioso del buon sano sesso. Della cavalcata selvaggia. Dell’amore a go go. Avrete il doppio vantaggio di evitare la sala e il freddo asgardiano che tormenta fuori dai sottili vetri di casa vostra.

Ecco dunque perché parlo d’amore. Però il cinema ci si infiltra sempre. Perché il cinema ha dettato i canoni dell’amore attraverso un’unica, semplice, banale forma di respirazione bocca a bocca: il bacio.

Qui, per voi, per scaldarvi dai geloni invernali i più grandi baci della storia del cinema (con commento).

- Jules e Jim: Jim, baldanzoso, torna dalla Grande Guerra e ovviamente casca fra le braccia della magnetica Jeanne Moreau, la voce fuoricampo commenta: "Il loro primo bacio durò tutta la notte". E chi vuole intendere...
- Lolita: bacio e "non dimenticarmi" a quel pirla di Humbert, prima che la bimba vada a fare la nanna.
-Il Laureato: in quanto laureando dovrei immedesimarmici facilmente, ma nell'ambiente universitario e fuori, non ricordo donne che riuscissero a mantenersi sensuali come la splendida Anne Bancroft, somigliando più spesso a curiosi effetti speciali, perciò ho sempre ritenuto questo focoso bacio con giovane, irruento, Dustin Hoffman realistico quanto la possibilità che Justin Timberlake impari a recitare.
-Il Pianeta delle Scimmie: un film che odio quanto odio il suo protagonista, ma non posso esimermi da quello che, forse, è l'unico (di sicuro il più grande) bacio uomo-scimmia della storia del cinema. Lui, virile ariano venuto dallo spazio, lei giovane dottoressa che abiura la ceretta. Con lui che le dice: "Dottoressa, volevo baciarla prima di andare" e lei "Okay, ma sei dannatamente brutto!". Ahh, umorismo scimmiesco.
- Love Story: nella neve, Ryan O'Neal e Ali MacGraw si scaldano di baci, mentre lei è malata terminale e lui, segretamente, si chiede se non sia contagiosa...
- Il Dormiglione: Woody: "Eh, che scienza? Io non credo nella scienza, no, perché sai, la scienza è un vicolo cieco, è intellettuale, sono un sacco di ometti con dei camici che sventrano ranocchi e svenano fondazioni.", Keaton: "Oh, ci sono. Tu non credi nella scienza. E non credi nelle politiche fondate sul lavoro. E non credi neanche in Dio, eh?", Woody: "Vero", Keaton: "E allora, in che cosa credi?", Woody: "Nel sesso e nel decesso, due cose veramente fondamentali nella vita, ma almeno dopo la morte non hai la nausea.". Si baciano. Fine. Perfetto.
- Io e Annie: sempre Allen, sempre Keaton. Lui a lei: "Baciamoci!" Lei (in mezzo alla strada): "Cosa?". "Baciamoci! Ci piaciamo...e stiamo andando da te, prolungare questa cosa servirebbe solo a metterci a disagio, quindi tanto vale baciarci. Togliamo di mezzo questo bacio, così poi non ci roviniamo la digestione". E lei lo bacia, ma vi rendete conto?!
- Ufficiale e Gentiluomo: qui si va su un peso massimo del genere. Richard Gere entra vestito come il colonello del bucato nella fabbrica dickensiana in cui sgobba la povera Debra Winger, se la bacia appassionatamente, poi la piglia in braccio e tra i fischi e i "Vai, Paula, vai!" delle colleghe, parte con romantico tempismo "Up Where We Belong" che mi da sempre il colpo di grazia.
- Howard il Papero: una donna può essere morbosamente attratta da un papero di plastica con dentro un nano? Negli anni '80 tutto è possibile...(miglior bacio interspecie con pennuto).
- Rain Man: una stupenda Valeria Golino bacia l'autistico Dustin Hoffman. Lei: "Com'era?", lui: "Bagnato".
- Chi ha incastrato Roger Rabbit: verso la fine con il coniglio che domanda al collerico Bob Hoskins se ha perso tutto il suo senso dell'umorismo. Lui gli risponde baciandolo in bocca. Geniale (migliore scena di bacio fra uomo e cartone, nella top five dei baci gay di tutti i tempi)
- Colazione da Tiffany: c'è la pioggia. E c'è Audrey che insegue il suo gatto e aspetta solo di essere baciata. Che diavolo vuoi ancora George Peppard, bastardo fortunato! (miglior bacio sotto la pioggia a pari merito con Hugh Grant e Andie MacDowell post-cerimonia in Quattro Matrimoni e un Funerale)
- L'Armata delle Tenebre: chi è un vero uomo? Bruce è un vero uomo! "Dammi un po' di zucchero baby!" ("Hail to the king" nell'originale) e lei non può che lasciarsi andare fra le forti braccia del commesso ammazza-streghe Bruce Campbell
- Cruel Intentions: puttanata adolescenziale che fa il verso alle Relazioni Pericolose con tanto di bacio saffico con più lingua e bava di quanta ne possiate trovare al raduno degli amanti del bulldog.
- Spiderman: uuuh è a testa in giù! Uhhh...sorprendente che non diventi rosso e svenga in preda alle convulsioni...
- Brokeback Mountain: i ragazzi della montagna rotta dietro ci danno alla grande! Se avete sempre sognato di vedere Donny Darko che bacia il Joker allora fatevi sotto!
- I Simpson, il film: Homer, scampata la tragedia, guida la moto lungo un viale tinto d'autunno, Marge aggrappata languidamente a lui si becca un bacio a duecento all'ora. Lei: "Il miglior bacio della mai vita" lui, accelerando, "Il miglior bacio della tua vita, fin'ora...". Una lezione di romanticismo dall'ultimo a cui pensavo di chiederla.
- Biancaneve e i sette nani: un bacio del principe la risveglierà. Ed ecco che arriva Ken. Niente lingua, siamo bambini.
- Da qui all'eternità: c'è una spiaggia, le onde, la ambigua spuma e la schiena di Burt Lancaster a proteggere Deborah Kerr dal dio Nettuno che se la vuole portar via. Tipico bacio celluloidale, nella vita sarebbe passato sicuramente l'uomo del cocco o un bambino rompipalle.
- Fronte del Porto: "Non ti amo, non ti amo! Stai lontano da me!" See, see, come no...è Marlon Brando, non si può.
- Via col Vento: altro peso massimo, lui sudista, lei ricca possidente di schiavi di colore, non può non sbocciare un perfetto, rassicurante, focoso, amore razzista.
- Il Falco Maltese e Casablanca: doppio migliore, più grande, assoluto apice di quella parabola che si chiama amore. Merito del (vero e unico) uomo che non deve chiedere mai, Hamphrey Bogart (o Sam Spade, se volete, ma i due si sovrappongono), un uomo che nel Grande Sonno riuscì a dire alla Bacall «Se mi vuoi, non hai che da fare un fischio. Sai fischiare, no? Unisci le labbra… e soffi», non si fa di certo problemi ad afferrare Mary Astor e piazzarsela sulla faccia, lui non lo sa, ma lei lo tiene ben al guinzaglio. Puro shock passionale.
Nell'altro caso abbiamo sempre Bogie con affianco Ingrid Bergman che, sul far dell'aereporto, riesce anche a dirle "Se questo aereo decollerà e tu non sarai con lui, te né pentirai. Forse non oggi, forse non domani, ma presto... e per il resto della tua vita.". Perchè lui non scende a compromessi con l'amore.